Archive for the ‘Cronaca’ Category

Rai, dopo Annunziata cambia tutto: chi prende il suo posto. E Merlino-Giletti…

lunedì, Giugno 5th, 2023

La Rai dell’era del governo di centrodestra prende forma via via che ci si avvicina alla presentazione dei palinsesti, i primi di luglio. Ma le mosse di Viale Mazzini hanno ripercussioni sulle altre reti, Mediaset e La7 in testa. Oggi, domenica 4 giugno, è andata in onda una delle ultime puntate di Mezz’ora in più, su Rai3, e le ultime indiscrezioni sul tele-mercato riguardano il futuro dello spazio di Lucia Annunziata che ha dato l’addio alla Rai poco dopo l’uscita di Fabio Fazio, sbarcato sul Nove. La pista più accreditata porta a Monica Maggioni, l’ex direttrice del Tg1 (guidato ora da Gian Marco Chiocci) dovrebbe approdare alla domenica pomeriggio ma con una novità, si legge in un retroscena di Leggo: “Si torna al format originale, ossia a un programma di mezz’ora secca, senza le lungaggini dell’Annunziata”.

Nel borsino del tele-mercato sono sempre alte le quotazioni di Luisella Costamagna, dopo l’esperienza a Ballando con le stelle potrebbe anche condurre un programma di intrattenimento, oppure restare nell’ambito più usuale dell’informazione (per la gioia del Movimento 5 stelle). Il tris di donne si conclude con Myrta Merlino, data sulla strada per viale Mazzini ma cercata, secondo quanto riportato, anche da Mediaset.

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Il femminicidio di Senago, «Giulia non perdonò i tradimenti di Impagnatiello e voleva abortire, poi andò con lui in vacanza»

domenica, Giugno 4th, 2023

di Cesare Giuzzi

La sorella Chiara Tramontano ai carabinieri: «Per l’interruzione di gravidanza erano trascorsi i termini legali. Disse che sarebbe tornata a Senago in attesa di trovare un’altra soluzione abitativa o di tornare a casa dai genitori»

Senago
La famiglia Tramontano, a destra Giulia 

Quando aveva scoperto a gennaio i tradimenti di Ale, Giulia aveva deciso di abortire. Non voleva che quel barman con la doppia anima fosse il padre del suo bambino. Ma «era al 96esimo giorno di gravidanza», oltre i termini legali che le consentivano l’interruzione. E così Giulia Tramontano aveva scelto di continuare, sperando che con l’arrivo del piccolo Thiago accadesse il miracolo. Che Alessandro Impagnatiello cambiasse, che le sue lusinghe, le sue moine, i suoi «ti amo» fossero davvero sinceri.

Era tornata da lui, anche contro il parere della sorella Chiara, 26 anni, la stessa che nei quattro giorni di scomparsa — da domenica 28 maggio al ritrovamento all’una di notte di giovedì scorso — non ha mai smesso di cercarla disperatamente: «Da quella discussione i rapporti tra noi sorelle si erano leggermente raffreddati», racconta la giovane davanti ai carabinieri che indagano sulla sparizione della sorella. «Io fin dall’inizio non ho mai avuto una grande stima di Alessandro, cosa questa fatta notare anche a Giulia — spiega —. I rapporti tra me e mia sorella rimanevano sempre quotidiani con messaggi o chiamate, ma il 5 aprile io e Giulia abbiamo avuto una discussione perché lei mi diceva che sarebbe andata qualche giorno a Ibiza, insieme ad Alessandro. E io non ero d’accordo». È durante quel viaggio alle Baleari che due fidanzati scattano il selfie incorniciato e appeso nel loro appartamento di via Novella a Senago. La stessa foto di cui parla Impagnatiello nel messaggio-messinscena che manda al cellulare (spento) di Giulia, dopo averla uccisa: «Prima in casa continuavo a guardare la nostra foto di Ibiza che abbiamo fatto il quadro. So che non sono stato un fidanzato ideale negli ultimi mesi».

La sorella, che vive a Genova, rivela ai carabinieri che i problemi nella coppia andavano avanti da mesi: «Da quando Giulia ha iniziato la convivenza, nel febbraio 2021, mi ha sempre confidato che c’erano delle problematiche sentimentali con il compagno perché spesso era assente per lavoro e lei rimaneva a casa da sola». Giulia sospetta qualcosa. Ma non ne è certa.

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Disagi per chi vola, scioperano i controllori di volo dell’Enav. Cosa c’è da sapere

domenica, Giugno 4th, 2023

Disagi per chi viaggia oggi. Il trasporto aereo torna a scioperare con uno stop di 24 ore. Alla manifestazione hanno aderito i lavoratori di numerose compagnie di volo e del comparto aereo, aeroportuale e indotto aeroporti, dei servizi aeroportuali di handling e dei controllori di volo Enav. Le modalità di sciopero variano però da aeroporto e aeroporto e da una compagnia all’altra. Si continua a volare nelle fasce di tutela che vanno dalle 7.00 alle 10 .00 e dalle 18.00 alle 21.00. Dalle società che restano ferme, agli orari fino a come chiedere il rimborso: tutto quello che c’è da sapere.

Le motivazioni dello sciopero
I sindacati incrociano le mani a causa del mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale nel settore dell’handling aeroportuale e della situazione dei lavoratori delle varie compagnie aeree. La richiesta è la garanzia di un miglioramento delle condizioni lavorative del personale sia viaggiante che di terra così come dei controllori Enav. Nei prossimi mesi sono già previsti anche altri scioperi aerei per lunedì 19 giugno e martedì 20 giugno e un altro per sabato 15 luglio.

Gli aeroporti e le compagnie che si fermano in Italia
In tutti gli aeroporti italiani scioperano le aziende del trasporto aereo e delle attività aeroportuali dalle ore 00:00 alle ore 23.59; il comparto aereo, aeroportuale e indotto degli aeroporti dalle ore 00.01 alle ore 23.59; le aziende dei servizi aeroportuali di Handling del sindacato Flai Trasporti E Servizi dalle ore 00.01 alle ore 23.59, mentre i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ta dalle 12.00 alle 16.00 per il personale di terra. Dalle 12.00 alle 17.00, ITA Airways ha comunicato la cancellazione di 116 voli tra nazionali e internazionali e di aver attivato «un piano straordinario per limitare i disagi dei passeggeri, riprenotando sui primi voli disponibili il maggior numero possibile di viaggiatori coinvolti nelle cancellazioni” e che “Il 60% riuscirà a volare nella stessa giornata del 4 giugno».

Le compagnie aeree che aderiscono allo sciopero in tutta Italia:
VOLOTEA, Uiltrasporti: intera giornata
EMIRATES, sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ta: dalle ore 12.00 alle ore 16.00
VUELING AIRLINES, sindacato Filt Cgil: dalle ore 00.01 alle ore 24.00
AIR DOLOMITI, sindacato Uiltrasporti: dalle ore 00.01 alle ore 24.00 (revocato invece quello indetto dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti dalle ore 00.01 alle ore 24.00)
AMERICAN AIRLINES, sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ta: dalle ore 12.00 alle ore 16.00.

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Bus travolge due auto e finisce in una scarpata sull’autostrada A16, un morto e 14 feriti

domenica, Giugno 4th, 2023

di Felice Naddeo

L’incidente alle 4 nel comune di Vallesaccarda in provincia di Avellino. Il mezzo di linea Flixbus era partito da Lecce e diretto a Roma. Coinvolte altre tre autovetture

Bus travolge due auto e finisce in una scarpata sull'autostrada A16, un morto e 14 feriti

Un bus di linea della Flixbus si è ribaltato ed è finito in una scarpata, questa mattina alle 4 sull’autostrada A16 Napoli-Canosa nel territorio del comune di Vallesaccarda in provincia di  Avellino, dopo aver travolto due autovetture ferme sulla corsia per un violento tamponamento. Poi sono sopraggiunte altre tre autovetture che sono rimaste coinvolte nello schianto. Il bilancio dell’incidente è di un morto e 14 feriti.

Due incidenti

Da un prima ricostruzione, le autovetture occupavano quasi tutta la carreggiata autostradale perché coinvolte in un incidente. In questo impatto è morto sul colpo un automobilista, sbalzato dalla sua vettura a causa dello schianto. Il bus è arrivato qualche minuto dopo sul luogo dell’incidente. Ma l’autista non è riuscito ad evitare lo scontro con le auto. Il mezzo si è ribaltato ed è finito nella scarpata sul lato destro della carreggiata. L’urto è stato attutito dalle piante a bordo strada.

A bordo 38 persone

Il bus, partito da Lecce alle 23 di sabato 3 giugno e diretto a Roma Tiburtina con arrivo programmato alle 7, aveva a bordo 36 passeggeri e due autisti. Sul posto i vigili del fuoco che, con l’ausilio di una autogru, hanno sollevato il mezzo dalla scarpata per verificare se ci fossero altre vittime. Tre dei 14 feriti – due particolarmente gravi – sono stati traportati ad Ariano Irpino, altri tre ad Avellino e otto a Benevento. 

A Grottaminarda

I passeggeri del bus e delle auto coinvolte che non hanno avuto la necessità di ricorrere a particolari cure mediche sono stati ospitati nella palestra comunale di Grottaminarda. Qui i medici li hanno refertati e assistiti. Ma tutti sono in buone condizioni: solo qualcuno ha il collare o delle fasciature. Alle 6.45, è stato riaperto – anche se su una sola carreggiata – il tratto autostradale dell’A16 tra Candela e Grottaminarda che era stato chiuso per l’incidente.

La testimonianza

«Stavano tutti dormendo – ha raccontato uno dei passeggeri del bus, un giovane di Lecce – a svegliarci è stata la violenta frenata e poi il botto, quando ci siano scontrati con le auto, prima di finire nella scarpata». Il giovane, che da Roma poi avrebbe dovuto proseguire il viaggio verso Firenze, ha una forte contusione alla spalle.

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Monopoli, un uomo investe e uccide la figlia dopo una lite

sabato, Giugno 3rd, 2023

A Monopoli un uomo di 86 anni ha investito con la propria auto e ucciso la figlia di 54 anni, dopo una lite. Il corpo della donna è stato ritrovato in una strada privata di campagna. I carabinieri della Compagnia di Monopoli, in provincia di Bari, hanno quindi sottoposto a fermo di indiziato di delitto per omicidio l’anziano V.F., del luogo e con precedenti. Si tratta, come detto, del padre della vittima, M.F.. Il provvedimento è stato eseguito a conclusione delle indagini coordinate dall’Autorità giudiziaria e del sopralluogo effettuato dal Servizio indagini scientifiche del Comando Provinciale di Bari.

Sarebbero emersi gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo. Nel dettaglio, a conclusione di una lite riconducibile a dissidi di natura familiare, il padre, a bordo della propria autovettura, ha investito la figlia causandone il decesso. L’uomo è stato portato nel carcere di Bari mentre, nei prossimi giorni, nell’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari, sarà eseguita l’autopsia sul corpo della vittima. È importante sottolineare che il reato contestato dovrà essere accertato in sede di processo nel contraddittorio tra le parti. 

IL TEMPO

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La mamma di Impagnatiello: «Mio figlio è un mostro. Quella sera dissi a Giulia di dormire da me»

sabato, Giugno 3rd, 2023

di Cesare Giuzzi

Sabrina Paulis, la madre di Alessandro Impagnatiello, ha riaccompagnato a casa Giulia Tramontano dopo il suo incontro choc con l’amante del figlio. «Avevamo un ottimo rapporto, chiedo perdono alla sua famiglia per aver fatto un figlio così»

La madre di Alessandro Impagnatiello: «Quella sera dissi a Giulia di dormire a casa mia, mio figlio è un mostro»

Sono quasi le sette di lunedì sera. La mamma di Alessandro Impagnatiello sta riaccompagnando a casa Giulia Tramontano dopo l’incontro choc con la fidanzata parallela del figlio, la 23enne che lavora con lui all’Armani di via Manzoni. Lei le racconta tutto. Lo aveva già fatto poche ore prima di «scendere» a Milano da Senago, quando la ragazza l’aveva contattata sul cellulare dicendole di essere l’altra donna di Alessandro. Giulia è scossa, dice che stavolta è finita. Si confida con la «suocera», anche perché sua madre e i parenti vivono lontano da Milano. Sono meno di dieci chilometri di strada, una ventina di minuti dal capolinea della metropolitana M3 Comasina a via Novella. 

Quanto sia stato drammatico il viaggio di ritorno è facile intuirlo. Lo racconta Sabrina Paulis, 54 anni, la mamma di Alessandro, nel freddo lessico di un verbale davanti ai carabinieri poche ore dopo la denuncia di scomparsa di Giulia. Lei che ieri, disperata, alle telecamere de «La vita in diretta» ha detto: «Alessandro è un mostro. Chiedo perdono, da madre, ma non so cosa fare. Chiedo perdono per aver fatto un figlio così, perdono a tutta la famiglia». Quella sera, dice ai carabinieri la donna, «durante il tragitto di ritorno Giulia riferiva che avrebbe interrotto la relazione con Ale» perché «lui aveva scelto di frequentare l’altra e che comunque, dati anche gli ultimi alti e bassi avuti con lui, non era più intenzionata a stare con lui». In quel momento la «suocera» si offre di ospitarla a casa sua per la notte, per evitare che la ragazza rimanga con il figlio. «Una volta riaccompagnata a casa sia io che il mio compagno, chiedevamo a Giulia se volesse passare la notte a casa nostra per “staccarsi” da Alessandro. Ma lei diceva di non averne bisogno e che comunque il comportamento di Alessandro se lo aspettava». 

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L’intelligence, la gita in barca, gli oligarchi russi: i dubbi sul naufragio al lago Maggiore

venerdì, Giugno 2nd, 2023

Andrea Muratore

Il naufragio del Lago Maggiore di domenica 28 maggio si è tinto di “giallo” dopo che è emersa la presenza di un ampio numero di funzionari dell’intelligence italiana e israeliana sulla “Gooduria”, l’imbarcazione naufragata nel tragico incidente dovuto ad avverse condizioni meteo in cui sono morte quattro persone. Tra cui due funzionari del Sistema informativo per la sicurezza della Repubblica che coordina l’intelligence italiana, un ex membro dei servizi segreti di Israele e una cittadina russa, compagna dello skipper dell’imbarcazione.

Scenari d’intelligence

E proprio lo skipper dell’imbarcazione, Claudio Carminati, al centro delle indagini per possibili omissioni securitarie che hanno portato alla tragedia per la tromba d’aria che ha capovolto l’imbarcazione domenica sera, è risultato essere un uomo su cui le agenzie di sicurezza italiane hanno più volte contato per operazioni logistiche e sostegno.

Le fonti di Piazza Dante emerse sui media hanno portato alla ricostruzione precisa delle agenzie coinvolte: l’Agenzia informazioni e sicurezza esterna (Aise) italiana e il Mossad israeliano. Due apparati la cui rilevanza operativa è legata principalmente alle operazioni di teatro all’estero o, nel caso dell’Aise, alle attività di controspionaggio.

C’è stata polemica per la repentina scomparsa degli operativi ricoverati dopo la tragedia dagli ospedali e dalle case di cura, ma ricordiamo che si tratta di una classica operazione dei servizi segreti per evitare che i “metadati” degli agenti, i loro contatti personali, le loro informazioni identificative e sanitarie, potessero essere acquisite da possibili agenti ostili tramite fuga di notizie. E questo si intreccia direttamente alla domanda chiave: cosa facevano gli agenti italiani e israeliani sulle sponde del Lago Maggiore? Proviamo a costruire alcuni scenari.

Il triangolo Italia-Israele-Russia

Il primo scenario è quello che vedrebbe gli agenti italiani e israeliani intenti a “pedinare” sulle sponde del Lago Maggiore, nella zona di Verbania, oligarchi russi e altri personaggi sospetti ritiratisi sulle placide rive del Lago Maggiore, lontani dai riflettori, dopo l’invasione dell’Ucraina. “Negli ultimi tempi sono aumentati gli arrivi di «pesanti» personaggi russi, focalizzati sulla riqualificazione e l’apertura di hotel, per loro ammissione con l’obiettivo dichiarato, sempre che non sia una semplice copertura, di spostare gli investimenti dal lago di Como a qui”, nota il Corriere della Sera.

L’ipotesi è sicuramente interessante, specie se si considera che Israele è un altro Paese in cui molti oligarchi hanno basi d’appoggio o seconde cittadinanze (si pensi al caso emblematico di Roman Abramovich). Dopo che l’attenzione si è concentrata a inizio guerra sul sequestro delle ville sul Lago di Como di oligarchi e magnati di vario livello, è possibile che, complici triangolazioni con la Svizzera in società di comodo, molti big della finanza russa riparati in Italia si siano spostati tra Varese e l’Ossola.

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La vita bugiarda del barman che ha ucciso Giulia Tramontano: le trappole psicologiche e il cinismo tra riti esuberanti della Milano da bere

venerdì, Giugno 2nd, 2023

Simona Buscaglia, Francesco Rotella

MILANO. «Un arrogantello pieno di sé, uno di quelli di cui non ci si può fidare». A chiedere in giro, qui a Senago, oppure a Paderno, dove Alessandro Impagnatiello si trovava con gli amici, il ritratto non è esattamente quello di una bella persona: «La prima volta che l’ho visto ho pensato che fosse un cretino», racconta Emanuele, cugino della donna con cui Alessandro otto anni fa aveva avuto un figlio. «Per fortuna la relazione non è andata avanti visto quanto successo. Giulia invece non l’avevo mai vista. La sera della confessione e del ritrovamento ho detto ai carabinieri di non farlo avvicinare perché lo avrei ucciso con le mie mani». Poi sintetizza con una di quelle parole che non si possono riferire: «Insomma, una vera m…».

L’incontro con Giulia e le bugie di Alessandro, parla l’altra fidanzata del barman omicida: “Lunedì chiesi di quella ragazza, nello zaino ho visto guanti in lattice azzurro”

francesco moscatelli 01 Giugno 2023

Quale baco lavorasse nella testa del giovane barman dall’aria innocente, che shakerava cocktail e menzogne con disinvoltura nella Milano da bere del nuovo millennio, e che per togliersi dall’imbarazzo di una doppia relazione ha ucciso senza esitazione la sua donna con suo figlio in grembo, nessuno lo sa con precisione: non le sue ex fidanzate, che lo hanno scoperto per caso da una foto sul suo cellulare, non i genitori di Giulia che stavano per accoglierlo come un genero e adesso non riescono a darsi pace. Impagnatiello sapeva mimetizzarsi bene nelle stravaganze eccessive della Milano by night, di cui conosceva i riti esuberanti osservati dal bancone dell’Armani Bamboo bar, in pieno centro. Lo si vede in un filmato su YouTube mentre prepara uno dei suoi intrugli tutto preso nel ruolo: il sorriso dolce di un ragazzino che non potrebbe fare male a una mosca.

La madre di Giulia Tramontano prima del ritrovamento del corpo: “Non ci avrebbe mai fatto questo, ormai penso solo il peggio..”

E invece, nelle parole della Procura, Ale – così lo chiamavano le sue fidanzate – diventa un «uomo dalla spiccata capacità manipolatoria e ingannatrice». Ma non basta, non è solo questo. Ale era «un po’ sbruffone, anche da ragazzo», raccontano gli amici di Paderno Dugnano, dove Impagnatiello si andava a rifugiare quando smetteva i panni di sacerdote alcoolico dei bar del centro. Nato a Sesto San Giovanni, quando ormai era già da un pezzo l’ex Stalingrado d’Italia, Alessandro era cresciuto con la famiglia a Senago, uno dei paesi che costellano la cintura della grande Milano: non più campagna, non ancora città. Una grande periferia non di rado anonima: «Si muoveva con uno scooterino tutto scassato. Poi da qualche tempo si era comprato un suv, una bella macchina». Il sigillo, anch’esso finto, di un successo effimero che si esauriva dietro al bancone del bar del centro, frequentato da belle donne e “bella gente”. Ale, soprattutto, era un bugiardo, quando raccontava a Giulia di volere un figlio, quando raccontava all’altra, la ex, che invece era tutto finito. «Prima in casa continuavo a guardare la nostra foto di Ibiza, so che non sono stato un fidanzato ideale negli ultimi mesi, dicci solo che stai bene», scrive su un WhatsApp diretto a Giulia ben sapendo di averla appena uccisa e che teneva avvolta in cellophane nel box dietro casa.

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Barca affondata nel lago Maggiore, i misteri degli 007 e l’ipotesi di spionaggio sui magnati russi

giovedì, Giugno 1st, 2023

di Andrea Galli

Lo skipper legato ai servizi segreti. La tappa al ristorante stellato e la gita in abiti casual una possibile copertura dei 21 agenti. Le mogli degli oligarchi sulla sponda piemontese per l’apertura di hotel di lusso

I misteri degli 007 naufragati nel lago Maggiore. Una «zona calda» tra hotel di lusso e soldi di oligarchi russi

Nella mattinata di domenica, i 21 agenti segreti, donne e uomini sia italiani dell’Aise sia israeliani del Mossad scesi da una barca, una «casa galleggiante» immatricolata in Slovenia, e approdati sull’isola dei Pescatori, nel lago Maggiore, avevano abbigliamento casual: sneakers, jeans, magliette oppure polo. Vestiti compatibili con un pranzo, consumato nel ristorante stellato «Il Verbano», nell’ambito di una gita di fine missione, oppure indossati per simulare d’essere turisti e quindi una tattica parte integrante della missione stessa. Quale? L’isola era affollata, il locale anche, pur ricordando la capienza non esagerata e però la presenza di stanze per pernottare. In ogni modo un numero così alto di operativi forse si sposa a fatica con attività di intelligence. A meno che il ristorante non fosse una base di partenza per esplorazioni da infiltrati.

Nel gruppo c’era lo skipper, Claudio Carminati, indagato per la successiva strage (il ribaltamento dell’imbarcazione alle 19.20 a causa di una tempesta, forse una tromba d’aria, a cento metri dalle sponde varesine, quattro annegati): il 60enne è un prezioso e fidato contatto dei Servizi per la logistica, sicché la sua presenza non era affatto anomala. Alla pari, altrimenti non sarebbe stata aggregata, della moglie Anna Bozhkova, 50 anni, una delle vittime insieme agli agenti Tiziana Barnobi e Claudio Alonzi, 53 e 62 anni, e all’ex Mossad Shimoni Erez, anche’egli di 53 anni (ieri i suoi funerali con l’ordine dei vertici di enfatizzare mediaticamente la cerimonia). Anna, la quale godeva di un permesso di soggiorno a tempo illimitato e non sapeva nuotare, era russa. Pertanto funzionale a ipotetiche traduzioni.

Qui, sul litorale piemontese del lago, nell’area di Verbania, dove la scorsa settimana i Servizi si sarebbero mossi, da inizio anno sono aumentati in misura esponenziale gli arrivi di «pesanti» personaggi russi. Miliardari, anche della cerchia putiniana, focalizzati sulla riqualificazione e l’apertura di hotel. Strutture di 7 stelle (a Pallanza), non lontano dalla magnifica villa acquistata e rifatta con massicce spese da un altro russo d’improvviso sparito. Da un giorno all’altro. Dove sia, lo si ignora. Un secondo albergo, a Baveno, si porterà dietro la creazione di un gigantesco parco. 

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Giulia Tramontano è morta: trovato il corpo. Impagnatiello: «L’ho uccisa io». Ha tentato di bruciare il cadavere

giovedì, Giugno 1st, 2023

di Cesare Giuzzi e Pierpaolo Lio

Il fidanzato di Giulia Tramontano, il barman Impagnatiello, ha confessato l’omicidio. Trovato il corpo della 29enne incinta, nascosto dietro alcuni box a Senago. Indizi decisivi emersi dalla perquisizione della casa

Senago

Era nascosto in un’intercapedine di un edificio che ospita alcuni box in via Monte Rosa il corpo della 29enne Giulia Tramontano, incinta al settimo mese e scomparsa da cinque giorni da Senago.

È stato il compagno Alessandro Impagnatiello, fermato per omicidio, a far trovare il corpo della giovane. La confessione è arrivata dopo una giornata di frenetiche ricerche e sviluppi investigativi improvvisi. 

L’appartamento in cui viveva la coppia era stato messo sotto sequestro dopo che sul Suv del 30enne, barman del lussuoso «Armani Bamboo» di via Manzoni a Milano, erano state trovate tracce di sangue. Poi, quando i carabinieri della sezione Rilievi scientifici e della squadra Omicidi hanno analizzato l’appartamento sono emerse moltissime tracce di sangue, soprattutto sulle scale condominiali e sul pianerottolo. Aveva anche tentato di ripulirle, ma non sono sfuggite alle analisi scientifiche. 

A quel punto il 30enne ha confessato e permesso di ritrovare il cadavere: «L’ho uccisa io». La scoperta quando è ormai l’una di giovedì notte. Secondo un primo esame avrebbe anche tentato di bruciare il corpo, trovato avvolto in modo posticcio da alcuni sacchi di plastica. Ma è bastato uno sguardo ai carabinieri per notare il grosso tatuaggio sul braccio destro della giovane e riconoscere senza dubbi il cadavere.

Giulia tramontano era scomparsa da casa nella notte tra sabato e domenica. Cinque giorni in cui non sono arrivati segnali di vita. Nonostante la debole speranza della sorella Chiara che sui social lancia l’ennesimo disperato appello: «Cerchiamo Giulia viva, aiutateci a trovarla». Poco prima dell’una di notte la conferma definitiva che non c’era più nulla da fare.

Il fascicolo aperto dal pm Alessia Menegazzo e dall’aggiunto Letizia Mannella ora prevede le ipotesi di omicidio aggravato, soppressione di cadavere e procurata interruzione della gravidanza. Tutto succede nella serata di mercoledì. I carabinieri del Nucleo investigativo di Milano mettono sotto sequestro l’appartamento di via Novella dove Giulia viveva con il compagno. È quasi buio quando i Ris entrano in casa, vengono effettuati per la prima volta esami scientifici e medico-legali nell’appartamento. La svolta decisiva. 

Alle 22 arriva anche Alessandro Impagnatiello, alla guida del suo Suv, parla al cellulare con il vivavoce: cappellino da baseball, un giaccone beige con il cappuccio calato sopra la testa, lo sguardo basso davanti a flash e telecamere. Poi viene fatto scendere dall’auto e scortato dai carabinieri della squadra Omicidi nell’appartamento. Infine quando torna indietro contro l’auto insulti e calci.

Nel pomeriggio era scattata la perquisizione dell’auto di Impagnatiello ed erano  emerse una tracce di sangue. Il barman ha confessato d’aver ucciso la compagna e di aver caricato il corpo sul so Suv Volkswagen T-roc. Poi avrebbe vagato per alcuni chilometri, tanto da far ipotizzare agli investigatori che potesse aver raggiunto un’area boschiva. Non era così e il cadavere è stato trovato a seicento metri da casa. 

Nella notte Impagnatiello è stato interrogato dai magistrati Mannella e Menegazzo e dai vertici dei carabinieri di Milano, il generale Iacopo Mannucci Benincasa, i colonnelli Antonio Coppola e Fabio Rufino. Confessa tutto e scatta il fermo. 

Agli atti dell’indagine ci sarebbe anche un’immagine decisiva del momento in cui lui esce di casa tra sabato e domenica. Sui suoi spostamenti, a Senago e Milano, la notte della scomparsa si concentrano le indagini. 

C’è il sospetto che sia stato proprio Impagnatiello a scrivere gli ultimi sms inviati dal cellulare della ragazza sabato sera. L’ultimo intorno alle 21.30 quando avrebbe scritto a un’amica di essere turbata dopo una discussione con il fidanzato e di voler solo andare a dormire. Una messinscena. 

Le ultime tracce di vita di Giulia sono immortalate in una telecamera che riprende la 29enne vicino a casa tra le 19.30 e le 20 di sabato. Mentre il compagno ha raccontato agli inquirenti che la fidanzata era a letto e stava dormendo quando lui è uscito domenica mattina alle 7. 

Dalle indagini era subito emerso che Giulia aveva avuto una pesante discussione con il fidanzato dopo la scoperta di una relazione parallela con una giovane straniera. Una ragazza che mesi fa era anche rimasta incinta prima di decidere di interrompere la gravidanza. Le due donne avevano avuto anche un confronto, proprio nella giornata di sabato. 

L’ipotesi degli investigatori è che i due fidanzati abbiano poi avuto una lite nel corso della quale Impagnatiello avrebbe ucciso la 29enne per poi disfarsi del suo corpo. 

Non è ancora chiaro come sia stata uccisa. Ma sembra che abbia infierito sul cadavere con diverse coltellate e successivamente abbia anche tentato di dare fuoco al corpo. Le indagini proseguono sull’ipotesi che il 30enne possa aver avuto un complice, anche se nella sua confessione ha raccontato di aver fatto tutto da solo.

CORRIERE.IT

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