Borse a rilento, pesa stallo catalano. Telecom giù dopo golden power
di A. Fontana e C. Poggi
Il braccio di ferro fra Madrid e Barcellona continua a tenere sotto scacco i listini europei che anche oggi hanno proceduto a passo ridotto riuscendo comunque a terminare seppur di poco al di sopra della soglia della parità. A sostenere i listini europei – con la sola eccezione di Madrid che ha perso circa lo 0,75% – è stata ancora una volta la performance di Wall Street dove gli indici hanno aperto in rialzo toccando nuovi massimi storici. Negli Usa sono giunte peraltro buone notizie dal fronte macroeconomico con il balzo dell’Empire State Index a quota 30,2 punti in ottobre, il livello più alto da 3 anni. L’attenzione degli investitori è stata catalizzata anche dai risultati delle elezioni politiche in Austria dove appare possibile la creazione di una maggioranza tra i popolari e l’estrema destra mentre il voto in Bassa Sassonia potrebbe complicare la formazione del nuovo governo federale di Angela Merkel.
Sullo sfondo rimangono infine le tensioni Usa-Iran sull’accordo del nucleare e quelle tra Iraq e Kurdistan. Al termine della giornata, il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,07% mentre Parigi ha preso lo 0,21% e Francoforte lo 0,09%. Ha chiuso in lieve calo Londra. Fra i titoli chiusura in rosso per Telecom Italia (-1,1%) dopo la decisione del governo di esercitare il golden power. Sul fronte dei cambi, l’euro ha chiuso a 1,1814 (da 1,1822 venerdì sera) mentre la parità con lo yen è fissata a 131,98.
30 anni fa il Black Monday
Intanto Wall Street ha toccato nuovi record sia per il Dow Jones sia per il Nasdaq. Gli investitori oggi ricordano il Black Monday: il 19 ottobre del 1987 l’azionario americano collassò con il Dow Jones arrivato a cedere il 22,6%, una performance che resta la peggiore di sempre a livello giornaliero. Ibm, per fare un esempio, perse il 31,25%. La Federal Reserve allora guidata da Alan Greenspan fu costretta a fornire liquidità tanto che alcuni esperti considerano quel giorno come l’inizio di una nuova era in cui gli investitori videro nella banca centrale Usa la capacità di calmare i mercati; altri giudicarono la sua risposta come avente il potenziale di esacerbare il moral hazard. In soli due giorni il Djia recuperò 288 dei 508,32 punti persi nel Black Monday.
Spicca Banco Bpm su mosse Cattolica-Buffett
A Milano, tra le banche, spicca Banco Bpm sulla speculazione che un’alleanza con Cattolica nella banca-assicurazione possa portare Berkshire Hathaway di Warren Buffett (già socio della compagnia veneta) a entrare nel capitale dell’istituto.
Domani è in programma un consiglio di amministrazione dell’istituto bancario che dovrà esaminare anche il tema della nuova alleanza nelle polizze assicurative visto che si avviano alla chiusura le joint venture con Aviva e con UnipolSai: Covea e Cattolica sono le due compagnie in corsa per un posto a fianco di Banco Bpm a partire dal 2018 e sono proprio le recenti novità nell’azionariato della
assicurazione veneta ad accendere la speculazione. Nei giorni scorsi, la Berkshire Hathaway di Warren Buffett è entrata nel capitale di Cattolica con il 9% e questo fa ipotizzare che, in caso di alleanza nelle polizze, la società di investimento americana possa ragionare anche su Banco Bpm, istituto che nei prossimi mesi potrebbe essere interessato da manovre nell’azionariato finalizzate a creare un nocciolo stabile di azionisti.
Telecom giù nel giorno del golden power. Sottotono Atlantia
Rosso per Telecom Italia dopo la decisione del governo italiano di esercitare il golden power (il potere speciale dell’esecutivo per le attività di interesse nazionale) che potrebbe tradursi in interventi sulla governance delle controllate Sparkle e Telsy. Sotto la parità Atlantia: dopo il via libera Ue alla potenziale di acquisizione di Abertis, è attesa la probabile contromossa di Acs per arrivare al controllo del gruppo infrastrutturale spagnolo. Il gruppo guidato da Florentino Perez ha tempo fino al 19 ottobre per formalizzare una offerta alternativa per Abertis a cui, secondo la stampa spagnola, Atlantia risponderebbe alzando la propria offerta fino a 18 euro per azione. Piatta Prysmian mentre le ricostruzioni di stampa ipotizzano una offerta anche totalmente in contanti del gruppo dei cavi per acquisire l’americana General Cable. L’allungo dei prezzi del greggio favorisce gli acquisti su Saipem e su Tenaris mentre è più timido il rialzo di Eni. Continua la corsa di Stmicroelectronics su cui gli analisti di Equita hanno alzato il prezzo obiettivo (a 17,9 euro) alla luce delle indicazioni fornite da Infineon recentemente sull’incremento nell’utilizzo di semiconduttori nell’auto.
Petrolio sale dopo dichiarazioni Trump su Iran e tensioni Iraq-Kurdistan
Ancora in allungo il prezzo del barile di petrolio dopo le dichiarazioni del week end del presidente americano Trump che ha affermato di non voler certificare l’accordo sul nucleare iraniano del 2015 che limitava i programmi di Teheran in cambio di un allentamento delle sanzioni economiche. Sui corsi del greggio influiscono anche l’aumento delle tensioni tra il governo centrale iracheno e il Kurdistan dopo il referendum per l’indipendenza della regione di fine settembre: l’esercito regolare ha attaccato la città di Kirkuk per riprendere il controllo sui giacimenti dell’area. In chiusura sale dello 0,52% a 51,72 dollari il prezzo del greggio.
(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)