L’Anm perde appeal: ha scioperato meno del 50% delle toghe. “Partecipazione mai così bassa, era prevedibile: i vertici dovrebbero dimettersi”

Ma perché gli associati – i singoli magistrati che lavorano ogni giorno, lontani dalle cronache e dalle prime pagine dei giornali – non hanno seguito i loro vertici? Non hanno risposto “sì” in massa alla chiamata dell’Anm? “Perché sono stanchi – risponde Grasso – perché si è, ancora una volta, persa un’occasione per cambiare il volto alle correnti che, lungi dall’essere centri in cui luoghi di elaborazione culturale e giuridica, somigliano sempre più a comitati elettorali”. 

Negli ambienti della magistratura in tanti immaginavano che l’esito dello sciopero sarebbe stato questo. Alcuni lo temevano, altri se lo auguravano. I vertici dell’Anm – che aveva deliberato la protesta dopo un’assemblea, il 30 aprile – chiaramente lo sospettavano. E ne avevano paura. Per questo avevano dato il via a un notevole attivismo. “I magistrati con più esperienza, anche associativa, immaginavano quale sarebbe stato l’esito. Avevano colto e temuto questa stanchezza collettiva verso forme associative che hanno la forma dello stereotipo – aggiunge Grasso – in tanti anni non avevo mai visto, prima di uno sciopero, una tale chiamata alle armi. Fatta di comunicati, di email, di inviti a scioperare per non mostrarci disuniti”. Prima degli altri scioperi, continua il magistrato, questo non accadeva “perché le istanze erano così in sintonia con la base, che non c’era bisogno di comunicati e simili”. Questa volta, è evidente, non è stato così. E, assodata la sconfitta, assodato “lo schiaffo” subito, i vertici dell’Anm dovrebbero, secondo Grasso, trarre le dovute conclusioni: “In qualsiasi gruppo associato, se i dirigenti si propongono un obiettivo, provano a condurvi il gruppo e poi ottengono una sconfitta di questo tipo, dovrebbero assumersi la responsabilità delle conseguenze. E dimettersi”.

Il magistrato mette in dubbio il futuro stesso dell’Anm e immagina, però, che sulle macerie si possa ricostruire: “Forse questa sarà l’occasione per abbattere tanti totem, compresa la convinzione che solo nell’Anm si può trovare ciò che di positivo c’è nella magistratura. E la partecipazione delle toghe potrà assumere anche forme diverse”. Una tesi che, secondo quanto ci risulta, non è il solo a sostenere.

L’HUFFPOST

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