Ucraina Russia, le news sulla guerra di oggi | Londra: «La Russia ha perso in 3 mesi tanti soldati quanti in 9 anni in Afghanistan». Biden: «Russia deve pagare prezzo su lungo termine»
di Francesco Battistini, Giusi Fasano, Marta Serafini
Le notizie di lunedì 23 maggio sulla guerra, in diretta. La fregata russa Admiral Makarov ha lasciato Sebastopoli e si dirige verso le posizioni nel Mar Nero
• La guerra in Ucraina è arrivata all’89esimo giorno
• Zelensky: «L’Ucraina sta facendo di tutto per tornare alla pace»
• Tra combattenti arresi ad Azovstal anche stranieri . Il video delle minacce dei soldati russi
• Il presidente polacco Duda in Ucraina, parlerà al Parlamento
• Helsinki, possibili garanzie su Pkk per sbloccare no turco alla Nato
• Mosca insiste: pronti a riprendere i negoziati con Kiev
Ore 08:25 –
Ore 08:25 – Biden: «Se Cina invade Taiwan useremo forza militare»
Sempre da Tokyo, Joe Biden ha detto di essere pronto a ricorrere alla forza militare in caso di attacco cinese a Taiwan , aggiungendo però di non ritenere possibile un’invasione, anche se la Cina «sta flirtando con il pericolo» volando vicino all’isola. Alla domanda della stampa, durante la sua visita in Giappone, se gli Stati Uniti siano disposti a un coinvolgimento militare per difendere Taiwan, il presidente americano ha risposto: «Sì», sottolineando che «questo è l’impegno che abbiamo preso».
Ore 08:22 – Biden: «Russia deve pagare prezzo su lungo termine»
La Russia deve pagare «un prezo di lungo termine» per aver aggredito l’Ucraina con un’azione che ha lo scopo di «distruggere l’identità dell’Ucraina». Lo ha detto il presidente Usa Joe Biden, parlando in conferenza stampa a Tokyo con il premier nipponico Fumio Kishida dopo il loro summit. «È il costo di chi vuole cambiare gli assetti con l’uso della forza», ha aggiunto.
Ore 07:52 – Atteso il verdetto del primo processo per crimini di guerra
Oggi, una giuria di Kiev determinerà il destino del sergente russo Vadim Shishimarin. Il 21enne siberiano che ha ammesso di aver ucciso un civile disarmato di 62 anni. Il giovane ha raccontato alla corte di essere stato costretto a compiere l’atto e ora dice di provare dispiacere . «Ero nervoso per quello che stava succedendo. Non volevo uccidere», ha detto. Shysimarin ha aggiunto: «Sono veramente e sinceramente dispiaciuto. Non volevo che accadesse, non volevo essere lì, ma è successo. Vorrei scusarmi ancora una volta. E accetterò tutte le misure di punizione che mi saranno offerte». L’avvocato di Shishimarin ha chiesto l’assoluzione, dicendo che il suo cliente stava eseguendo quello che percepiva come un ordine diretto a cui inizialmente aveva disobbedito. I pubblici ministeri, che hanno chiesto l’ergastolo, pensano fosse «ben consapevole» che stava eseguendo un « »ordine penale».
Ore 07:52 – Terminator, l’Ucraina schiera il super carro armato «inarrestabile»
(di
Guido Olimpio)
Area di Popasna, Ucraina orientale. È qui che i russi stanno
accentuando la loro pressione e per questo hanno lanciato sul campo
reparti più agguerriti. I rapporti sottolineano la presenza di parà, di
incursori, di commandos che agiscono sotto la copertura
dell’artiglieria, frequenti i raid notturni. Insieme agli uomini i
mezzi. Lo Stato Maggiore ha schierato anche i Terminator, un mezzo presente ancora in pochi esemplari.
È un blindato dotato di un doppio cannoncino da 30 mm, di una
mitragliatrice e di un sistema lanciarazzi. Da tre a cinque i componenti
dell’equipaggio, dipende dalla versione. Come evoca il nome, dovrebbe
garantire un volume di fuoco intenso.
(Qui per leggere tutto l’articolo)
Ore 07:38 – Tony Blair: «La guerra in Ucraina dovrà finire senza che Putin ottenga dei vantaggi»
«Non bisogna umiliare
Putin? Ma non lo abbiamo mai fatto. Da premier ho curato questo rapporto
da vicino. Con gli altri leader occidentali abbiamo fatto di tutto per
includerlo. La nostra unica preoccupazione oggi dovrebbe essere quella
di arrivare alla fine del conflitto con il consenso del popolo ucraino,
senza che la Russia ottenga dei vantaggi da questa aggressione».
Tony Blair indica in modo chiaro, in un’intervista al Corriere, quali toni dovrebbe assumere l’Occidente in questa crisi.
L’ex premier britannico parla — via Zoom — anche in virtù del rapporto
speciale avuto con lo zar durante i suoi dieci anni a Downing Street.
Blair è stato il primo leader occidentale a incontrare Putin quando era
ancora primo ministro in attesa di diventare presidente dopo le
dimissioni di Boris Eltsin: andò a trovarlo a San Pietroburgo nel marzo
2000. E il mese dopo lo ricevette a Londra nella sua prima visita
ufficiale in un Paese straniero. L’ex leader laburista britannico parla
con la prospettiva ampia di chi da anni si misura con le sfide globali
dei Paesi emergenti. E con lo sguardo rivolto a tutte le vittime di
questa crisi, anche a quelle lontane dal campo di battaglia. L’avevamo
incontrato qualche settimana fa ad Accra, in Ghana, dove il suo
Institute for Global Change è impegnato a digitalizzare il sistema
sanitario nazionale attraverso il cloud. «Lavoriamo con una ventina di
governi in Africa. Attraverso la tecnologia puntiamo a migliorare i loro
sistemi amministrativi, a iniziare dalla salute pubblica. Ma abbiamo
progetti anche in altre parti del mondo».
(Qui, per leggere l’intervista completa )
Ore 07:38 – A che punto siamo?
(di Luca Angelini) Aver preso l’acciaieria Azovstal di Mariupol
sembra aver spinto Mosca a moltiplicare lo sforzo bellico in Donbass,
nell’est dell’Ucraina, anche con l’impiego di nuovi mezzi militari (come il blindato «Terminator»).
E gli ucraini ammettono di essere in difficoltà. «Dopo una lunga serie
di rovesci — scrivono Andrea Marinelli e Guido Olimpio nel loro punto
militare — il Cremlino può rivendicare alcuni successi a oriente, non
sappiamo quanto profondi e duraturi. “La situazione è difficile — ha
dichiarato il presidente Zelensky — perdiamo 50-100 soldati al giorno”.
Un’ammissione non da poco su un segreto ben protetto».
Nel mirino delle forze russe adesso c’è Severodonetsk.
La città è accerchiata e, a detta di molti, potrebbe diventare la nuova
Mariupol. Marta Serafini, inviata a Zaporizhzhia, conferma:
«Conquistarla per Mosca vorrebbe dire allargare il dominio sul
territorio ucraino, estendendolo fino alle porte del Donbass. (…)
nella periferia della città Mosca gode del supporto dei combattenti
dell’autoproclamata repubblica popolare di Lugansk. E non solo. A dare
supporto sarebbero arrivati anche i miliziani della Wagner, già
dispiegati nel Donetsk. E, soprattutto, ci sarebbero già i ceceni.
Trasferiti proprio da Mariupol, dove sono stati usati per terrorizzare
la popolazione e per le operazioni di propaganda, ora sono stati
chiamati a Severodonetsk». In tutto l’Est del Paese la paura di una
possibile annessione da parte russa cresce.
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