Covid, c’è il rischio di varianti più pericolose dalla Cina?
di Silvia Turin
In Cina potrebbe effettivamente nascere una variante completamente nuova e molto distante dal ceppo Omicron, magari capace di superare la protezione offerta finora dai vaccini in uso

Perché la crescita delle infezioni in Cina è un dato allarmante per lo sviluppo di nuove varianti?
La probabilità di comparsa delle varianti cresce con l’aumentare
della circolazione di Sars-CoV-2. In Cina alcune previsioni tracciano
picchi di contagi con cifre abnormi: 3,7 milioni al giorno a metà
gennaio e 4,2 milioni al giorno a marzo. I virus a Rna come il
coronavirus commettono alcuni errori, chiamati «mutazioni», ogni volta
che si riproducono. Nella maggior parte dei casi le mutazioni non
determinano cambiamenti importanti. Tuttavia, più un virus circola più è
probabile che nascano varianti significative, con caratteristiche di
maggiore diffusività o patogenicità.
Perché in Cina la nuova ondata di Covid è così diffusiva?
A causa della politica «zero Covid» portata avanti dal Governo
cinese, la popolazione locale è praticamente «naive», cioè non ha quasi
avuto precedenti esposizioni al virus Sars-CoV-2. Non solo: gli anziani
sono stati poco immunizzati e i vaccini offerti, Sinopharm e Coronavac,
si sono dimostrati molto meno efficaci di quelli utilizzati in Europa e
Usa. In base alle stime disponibili, solo il 25% della popolazione
cinese avrebbe un qualche grado di immunità a Omicron (da vaccino o
infezione). Il virus è libero di contagiare milioni di persone e di
replicarsi e mutare milioni di volte.
Cosa temono le autorità sanitarie mondiali?
Soprattutto lo sviluppo e l’arrivo di una variante che potrebbe non
derivare da Omicron. Nei primi due anni di pandemia le «varianti di
preoccupazione» appartenevano a ceppi diversi (Alfa, Delta, Beta,
Omicron), nell’ultimo anno invece si sono sviluppate solo sottovarianti
di Omicron. Il problema è che in Cina, con una circolazione del virus
così elevata, potrebbe effettivamente nascere una variante completamente
nuova e molto distante dal ceppo Omicron, magari capace di superare la
protezione offerta finora dai vaccini in uso.
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